Loctite Kintsuglue

Grazie a DonnaD ho avuto la possibilità di testare il prodotto.

Innanzitutto vediamo un po’ cos’è Loctite Kintsuglue:

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…cit. “Loctite Kintsuglue Pasta adesiva modellabile
Ripara, ricostruisce, protegge e rinforza
Kintsuglue è una straordinaria pasta adesiva modellabile ideata per riparare, rinforzare, proteggere o ricostruire la maggior parte degli oggetti di uso quotidiano.
Ideale per proteggere cavi o smartphone, coprire spigoli e parti appuntite, riparare oggetti sbeccati o ricostruire parti mancanti. Estremamente morbida e modellabile, risulta molto resistente una volta asciutta, assicurando un risultato eccellente.
Flessibile, specialmente quando ne viene applicato uno strato sottile
Modellabile prima dell‘applicazione
Massima resistenza se lasciata indurire per una notte
Una volta asciutta può essere verniciata nel colore desiderato
Resistente all‘acqua
Morbida al tatto anche dopo l‘asciugatura
Resistente a temperature comprese tra i -20° e i +150°C Un’innovativa pasta modellabile flessibile di Loctite che permette di riparare, costruire proteggere e migliorare qualsiasi tipo di oggetto.”…..fine cit.

Come apro la bustina sono curiosa di sentire il suo odore e mi ricorda vagamente l’odore del mastice, ma è molto leggero quasi percettibile e infatti si  presenta come una pasta che ricorda vagamente il mastice a barrette, .
Come lo modello invece sembra il pongo, morbido e plasmabile a piacere. Tuttavia dopo alcune ore diventa duro garantendo una lunga tenuta.

La bustina contiene una quantità utile a più applicazioni in caso di piccoli lavori, quindi consiglio di preparare più cose da sistemare per non sprecare il resto del prodotto altrimenti non riutilizzabile. Infatti, una volta aperta la bustina per la riparazione del cavo scoperto, ne ho utilizzato circa la metà e non essendo richiudibile l’indomani era secco anche se io ci ho provato invano a chiuderla per bene col nastro adesivo.

È abbastanza semplice da utilizzare, anche per chi come me non ha una grande manualità per queste cose, sono riuscita a coprire, con buoni risultati, dei cavi scoperti nel frullatore ad immersione, ho riparato i manici delle forbici di mamma, che non so perché li distrugge sempre.

Conclusioni:
Ritengo che sia un ottimo metodo per riparare, rimodellare e proteggere quando non si vuole buttare via un oggetto, un cavo, i manici delle forbici rotti e così via. Praticamente tutti quelli oggetti rotti ma ancora funzionanti.

Credo che sia inutile se si vuole utilizzare dopo averlo modellato per fare i ganci su cui appendere strofinacci o simili perchè li trovi in commercio ad un minor prezzo a meno che non si vogliano delle forme personalizzate e uniche allora si, è fantastico!

Trovo che se si vuole usare per piccole applicazioni sia uno spreco perchè il rimanente sarebbe da buttare in quanto dopo alcune ore sarebbe indurito, per questo consiglio la casa di ideare una bustina richiudibile. Certo l’eccesso si potrebbe modellare con qualche forma e ricavare un soprammobile, ma per chi come me è negata per queste cose è impensabile.

Ecco le mie prime prove, ma sono sicura che troverò tanti oggetti da salvare!

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L’estate sta finendo….

Solitamente quando sto in spiaggia, seduta sotto l’ombrellone la mia attività preferita è osservare le persone.

Poi inevitabilmente qualcuna la senti pure ed ecco che ti accorgi che anche quest’anno è arrivata la signora che si lamenta sempre: il frigo non funziona, il letto è duro, la cucina a gas fa fumo, l’ombrellone si è rotto ma è comunque da piazzare. Povera donna succede tutto a lei, sempre ogni anno!

Poi eccolo là Sergio che sembra babbo Natale in bermuda che malgrado l’età si fa la nuotata a largo con maschera, boccaglio e pinne.

Ma le cose più curiose e inspiegabili sono state soprattutto due:

una donna che passeggiava nel bagnasciuga senza reggiseno ma tenendosi il seno con le mani

Io mi chiedo: perchè? Che senso ha? Non sono nemmeno piccole per poterle trattenere col palmo della mano! Mah credo che non riuscirò a svelare il mistero. 🤔

Ed ecco l’altro fatto che ha attirato la mia attenzione:

Non so se siete riusciti a notarlo subito, ma questo papà avendo le mani occupate a tenere il bimbo, tiene il ciuccio incastrato nell’orecchio, dico nell’orecchio 😳! In questo modo ha anche potuto fare il bagno tenendo il pargolo con le due mani e il ciuccio sempre a portata di mano, anzi d’orecchio così se casomai la prole lo reclama è lì pronto per metterlo in bocca.

Ma che bella l’estate al mare, tutti si sentono liberi di fare e nel mio caso di osservare!

Il maestro aveva ragione

Alcuni giorni fa sentivo alla radio una discussione che sosteneva che i nuovi poeti saranno i cantautori e per avvalorare la tesi l’ospire citava testi classici e i conduttori dovevano continuare, ma con scarso successo, sinceramente non riuscivo a continuare nemmeno io, invece citando testi di cantautori classici io come i conduttori continuavamo a memoria la strofa, se non tutta la canzone.

Mi è tornato in mente il mio maestro Francesco. Quel maestro delle elementari giovanissimo appena diplomato, occhi azzurri, basso di statura e con i pantaloni a zampa d’elefante. Siamo negli anni 70 il maestro è diplomato, se sei fortunato è giovanissimo perché non ci sono grandi graduatorie da scorrere ed è solo uno. L’ho avuto dalla prima alla quinta.

Quel maestro che il lunedì ci faceva fare “attività libere” che comprendevano le elezioni: del capo classe; del segretario del maestro, cioè colui o colei che teneva in ordine il registro di classe; dell’addetto a cancellare la lavagna e quello che portava le comunicazioni alla bidella.

Finite le elezioni si passava alla lettura con commenti del giornale poi la ginnastica o giardinaggio nel cortile della scuola. Praticamente il lunedì era un giorno leggero ma di grande impegno e impatto nella nostra educazione di giovani che si affacciano nella società.

Insomma è stato un maestro fuori dalle righe.

Lo so ti starai chiedendo cosa c’entra tutto questo con la premessa della poesia? Ebbene maestro Francesco non ci faceva studiare le classiche poesie, qualcuna si ma proprio poche poche che proprio non le ricordo quasi più fatta eccezione di:

Chi è più forte del vigile urbano?
Ferma i tram con una mano.

Con un dito, calmo e sereno,
tiene indietro un autotreno:

cento motori scalpitanti
li mette a cuccia alzando i guanti.

Sempre in croce in mezzo al baccano
chi è più paziente del vigile urbano?

Gianni Rodari

Mentre in quinta ci fece studiare il testo de ‘ La guerra di Piero ‘  di De André. La dettava strofa per strofa, ce la spiegava e noi la imparavamo a memoria. Finita di memorizzare ci portò il giradischi col disco in vinile e ce la fece sentire. Poi la cantammo a squarciagola tutti assieme.

Mi viene da ridere ripensando la faccia del maestro della commissione d’esame quando maestro Francesco gli chiese di chiederci la Guerra di Piero e dopo averla detta a memoria spiegare anche il significato e il contesto storico.

Aveva ragione maestro Francesco, il futuro dei poeti è nei  cantautori, la Guerra di Piero la ricordo quasi tutta a memoria così pure il testo di molte canzoni di De Andrè, di Bennato e altri, mentre non ricordo i testi di Carducci, Pascoli e Leopardi. Ma vuoi mettere cantare una canzone a squarciagola invece che recitare un classico!

Non ho più visto il mio maestro, sicuramente adesso sarà  un vecchietto dagli occhi azzurri e chissà che anche lui stia ancora cantando a squarciagola canzoni di De André oppure riposi nel campo di grano coi papaveri rossi. Purtroppo ha un nome e cognome molto comune e non sono mai riuscita a rintracciarlo.

Le pizzette a sfoglia di Cagliari

Conoscete le pizzette a sfoglia di Cagliari?

Eccole

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Oltre che essere una goduria per il palato sono una vera e propria istituzione a Cagliari e hinterland, sono semplicemente divine. In effetti non sono altro che due dischi di pasta sfoglia farciti con passata di pomodoro, cappero e talvolta acciuga e chiusi.

Pare che siano state inventate a Cagliari, ma si sono diffuse in tutto l’ hinterland prima e tutta la Sardegna poi.

Non  c’è rinfresco, party o buffet senza le pizzette a sfoglia.

Le trovi al mattino in ogni bar perché sono ottime anche a colazione, si col cappuccino sono un sogno, dolce e salato, un accostamento perfetto, perchè non sei della zona di Cagliari se non hai mai fatto colazione con la pizzetta a sfoglia. 

Ecco la ricetta, l’ho presa dal web perché io non le faccio mai, le compro già fatte….ho il mio spacciatore di fiducia 😄

Ingredienti

rotoli di pasta sfoglia fresca
passata di pomodoro 🥫
un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
capperi e acciughe
origano q.b.
sale q.b.
tuorlo d’uovo

Preparazione:

Stendere il rotolo di pasta sfoglia, utilizzare uno stampo o un bicchiere capovolto per tagliare la pasta in dischi di ugual misura, aggiungere una spennellata d’olio, il pomodoro salata in precedenza  ed i capperi e l’acciuga, un pizzico di origano 🌿 . Spennellare i bordi con il tuorlo d’uovo e chiudere le pizzette coprendole con un altro dischetto di pasta sfoglia. Spennellare anche la parte superiore con il tuorlo, quindi cuocere le pizzette in forno a 180°, per circa 10-15 minuti, fino al raggiungimento di una doratura uniforme. Possono essere servite leggermente calde,  e io le preferisco così 😋,  oppure  fredde e si conservano per alcuni giorni….ma dubito che possano rimanere alcuni giorni 😜

Ciambelline Sarde

giambelline 3Le ciambelline sarde forse sono uno dei dolcetti più tipici dell’ Isola. Questa ricetta che vi propongo è quella di mia nonna. Scritta proprio da lei, perchè nonna sapeva leggere e scrivere. Nonna ai suoi tempi era ricercata per fare i dolcetti per le occasioni ufficiali. Anzi per dirla tutta nel quadernino blu ereditato da nonna c’era scritto ‘Giambelline’, infatti a casa  le chiamiamo così in ricordo di nonna Letizia.

 

 

 

Ecco cosa ci occorre:

1 kg di farina – 6 uova intere – 400 gr di zucchero – 400 gr di strutto  a temperatura ambiente ( io metto margarina o metà/metà)  – 1 cucchiaio di cannella – 2 bustine di lievito – 1 vanillina – un po’ di ammoniaca (questa era una dose fatta a occhio ma ho visto che senza son buone ugualmente oppure ora si trova il lievito per dolci già con l’ammoniaca) – scorza di limone grattugiata.

Impastare tutti gli ingredienti con le mani. Formare una palla e avvolgerla nella pellicola. Lasciarla riposare in frigo per circa mezz’ora. Stendere la pasta col mattarello aiutandosi con la farina perchè comunque la pasta è un po’ appiccicosa e fare le formine. Bisogna farne delle stesso numero quelle per la base e quelle che andranno a coprire che avranno il buco, tradizionalmente quelle superiori sono di diametro leggermente più piccole ma io ho gli stampini col diametro uguale.

Cuocere in forno ventilato a 180° finché sono leggermente dorate circa 10/15 minuti ma dipende sempre dal forno.

Una volta freddate mettere un po’ di marmellata ( io adoro quella di ciliegie sia per il gusto che per il colore) nella base e sovrapporre quella col buco, terminare poi con una bella spolverata di zucchero a velo.

Il consiglio per rimanere belle croccanti se si sa che non si utilizzano subito tutte è di guarnirle poco prima di consumarle  😋

Io uso questo impasto anche per fare le crostate.

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Modi di dire

Si sa ogni città ha un proprio lessico e noi in Sardegna, e nel mio specifico nella zona di Cagliari, abbiamo quelle parole o modi di dire che si distinguono dal resto dell’Italia e che spesso seppure non siano in dialetto sono delle traduzioni italianizzate oppure delle vere e proprie storpiature dell’italiano.

Spesso parole antiche ormai in disuso oppure che perdono il significato originale e ne prendono un altro per chissà quale ragione, perchè una ragione c’è sempre, ma non sempre si sa, si usa e boh.

Per l’appunto, “boh” basta, stop, fine, oppure “boh” non lo so!

Solitamente per contraddistinguere una persona elegante, ma anche un qualcosa di bello, usiamo il termine “togo”, da qui “troppo togo” ossia molto bello!

Poco tempo fa mi sono imbattuta in un discorso e le mie amiche ‘italiane’ e non capivano cosa fosse “l’andito”, non è altro che un ambiente secondario di passaggio, è un termine antico e da noi è molto comune.

Passiamo alla canadese…sapete che noi mettiamo la canadese? No non è che ci mettiamo addosso la tendina per il campeggio. Infatti non è altro che il nostro modo comune di chiamare la tuta da ginnastica, chissà perchè la chiamiamo così, boh!

Così pure per la pastina, se te la offro non è che ti dò la pasta per la minestrina , no assolutamente, ti sto offrendo una buona merendina, tipo una Kinder o una Fiesta.

Se ti voglio rimproverare ti “dico cosa”. Mi dirai cosa? “dire cosa” è dare un rimprovero, corrispondente a dirne quattro.

Oppure, sempre nel terreno del rimprovero, usiamo “non fa”, traducibile con non si fa, non lo puoi fare, ma usato anche per non mi viene, non si può fare….insomma se non fa, non fa! Non ci riesco 🤷‍♀️🤷‍♀️🤷‍♀️

Vogliamo parlare della “brutta voglia”? Attenzione se un Sardo ti dice “ho brutta voglia” significa che ha la nausea, quindi occhio. 😂

Un raccomandato è un “accozzato” e “farla bella” non è poi così positivo perchè hai sicuramente combinato qualcosa non tanto positiva: “già l’ho fatta bella, mi sono rovesciata il caffè nei calzoni” .

Una persona “mischina” non è una persona meschina nel senso di spregevole o immorale, anzi tutt’altro è una persona da compatire, traducibile con poverino quindi: “mischino è caduto e si è fatto male!” o “mischino è una persona povera!

Se una persona ha “sbrodato” non si è mica sporcata di brodo o di untume come recita il Garzanti, ma ha finito la benzina.

Questi non sono che alcuni esempi come in una zona si usino termini che magari in altre parti hanno un altro significato o sono delle forme semi dialettali.

Man mano che mi vengono in mente aggiorno il post.

Crema Idratante CeraVe – ecco cosa ne penso.

Per me mettere la crema sul viso e sul corpo non è un rituale di bellezza ma un rituale di sopravvivenza a causa della mia pelle molto secca  e con la costante sensazione di pelle che ‘tira’.
Con grande curiosità mi sono candidata su al Al femminile  con Provato da Voi per testare la crema idratante viso/corpo CeraVe e sono stata selezionata.

Caratteristiche della Crema CeraVe:

Cito testualmente come dal sito:
….”La principale caratteristica della Crema Idratante CeraVe è aumentare la capacità della pelle di attrarre, trattenere e distribuire l’umidità, infatti penetra in profondità negli strati dello strato corneo (la barriera cutanea) per ripristinare l’equilibrio dei lipidi essenziali per un’efficace barriera cutanea. La Crema Idratante CeraVe viso e corpo idrata intensamente anche le pelli più secche e aiuta a ristrutturarne la barriera protettiva, grazie a 3 attivi di eccellenza:

[CERAMIDI 1, 3, 6-II e acido ialuronico] – combinazione tra le più performanti in termini di efficacia ristrutturante e riequilibrante della barriera idrolipidica.

[TECNOLOGIA MVE] – esclusivo sistema che permette il rilascio degli attivi nella pelle per oltre 24 ore.”…

La mia esperienza:
Mi piace il fatto che sia adatta sia per il viso che per il corpo così posso usare un solo prodotto senza dovermi destreggiare con vari prodotti.
La sua texture è morbida e setosa, si spalma facilmente e non unge, ma mantiene l’idratazione a lungo.
Non contiene profumo e infatti la sua fragranza neutra per una persona sensibile agli odori come lo sono io è un punto di forza.
È alcuni giorni che la uso e la mia pelle appare molto più idratata e non ho la sensazione di pelle secca che ‘tira’ sia nel viso che nel corpo.
Secondo il mio punto di vista la Crema Idratante CeraVe è promossa e mi sento di consigliarla 👍🏻👍🏻👍🏻

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